Storia degli occhiali

OCCHIALI DA SOLE

La storia, i popoli e gli individui sono in continua evoluzione e cambiamento, ma ci sono delle particolarità e dei difetti nel corpo umano, che sono comuni oggi come nel passato: anche ai tempi delle prime grandi civiltà evolute accadeva che gli occhi delle persone si indebolissero man mano che l’età avanzava. Noi possiamo farci prescrivere un paio di occhiali da vista ovunque ormai, ma nei secoli scorsi la situazione non era così: solo dal tredicesimo secolo le persone hanno potuto cominciare a correggere la propria vista e diminuire il proprio disagio con l’aiuto di supporti visivi. Come è avvenuto questo processo? Il filosofo Seneca faceva uso di sfere di vetro piene di acqua per ingrandire l’immagine e vedere più chiaro, il grande oratore romano Cicerone lamentava di non poter leggere da se i testi, ma di dover far leggere a voce alta gli schiavi per lui. L’imperatore Nerone, invece, era solito utilizzare un monocolo di smeraldo come lente correttiva mentre osservava i combattimenti tra gladiatori: “Neronem principem gladiatorum pugnas spectasse smaragdo” , scriveva Plinio. Nerone forse usava questo metodo perchè il  riflesso verde dello smeraldo rendeva la sua vista più rilassata, eppure, senza saperlo, egli stava correggendo un suo personale difetto della vista. Nei secoli precedenti, anche gli Egizi avevano intuito, da grande civiltà quale erano, qualcosa sulla lente di ingrandimento, ma solo molti secoli dopo vennero ripresi gli studi sulle leggi di rifrazione. Nel XIII secolo, erano i monaci italiani a soffrire di presbiopia: dovendo miniare una moltitudine di libri con il solo ausilio della luce della candela, era molto facile che la loro vista peggiorasse più facilmente e velocemente rispetto a quella delle altre persone. Essi iniziarono a progettare e a costruire lenti di ingrandimento convesse che utilizzavano per aumentare la grandezza delle parole sui manoscritti. Nel 1262 il monaco francescano Ruggero Bacone, tramite alcuni esperimenti con lenti e specchi descrisse i principi di riflesso e rifrazione. Venne però accusato di eresia e imprigionato dal tribunale dell’inquisizione. Una volta uscito continuò i suoi esperimenti in segreto, suggerendo l’uso della lente convessa a chiunque avesse problemi di vista: grazie alla sua capacità di ingrandire le immagini avrebbe portato grandi benifici. Le lenti diventarono occhiali venti anni più tardi, quando per la prima volta, il frate pisano Alessandro Spina unì i due vetrini con un ponticello e li appoggiò sul naso di un altro monaco. Probabilmente egli aveva imparato questo metodo a Ven56_originalezia, dove l’ordine aveva un convento. I laboratori vetrari di Murano, possono essere dunque considerati il luogo di nascita degli occhiali: nel 13°secolo, i Veneziani erano gli unici in grado di fabbricare il vetro plasmabile, essenziale per la costruzione degli occhiali. Questi primi occhiali, chiamati “supporti di lettura”, avevano una lente a base convessa, il bordo era fatto di ferro, corno o legno, e ne era disponibile un unico e solo tipo. In generale i primi occhiali furono usati esclusivamente come supporti visivi per consentire agli individui presbiti di leggere. Gli occhiali diventarono ben presto segno distintivo di nobiltà ed istruzione, ed erano considerati estremamente preziosi, infatti i materiali della montatura erano spesso pregiati (oro, argento, corno, avorio, tartaruga). Nel 1456, Gutemberg inventò la stampa a caratteri mobili, e questo fece aumentare la domanda di fabbricazione degli occhiali, poichè era più facile leggere i piccoli caratteri stampati con l’aiuto delle lenti.

Le persone affette da miopia erano però sfortunate, in quanto per curare il proprio difetto dovettero aspettare l’invenzione delle lenti correttive concave fino al quindicesimo secolo. Gli occhiali si diffusero però solo nel corso del XVI secolo. Per rendere più agevole il loro utilizzo vennero inventate delle nuove montature: si partì dal semplice sostegno di cuoio agli occhiali a forbice (a “fassamano”), per poi arrivare alla “lorgnette”, ovvero l’occhialino con le lenti ripiegabili su loro stesse e sul manico, infine gli occhialetti a pinza e gli esemplari da tempia 2693_lorgnettes_gold_1e da parrucca. Gli occhiali diventarono presto degli accessori per i nobili di mezza Europa, dei gioielli da sfoggiare. Infine negli ambienti prettamente maschili si diffuseChekhov_1903_ArM moltissimo il “prince-nez”. Quest ultimo, composto da due lenti ovali, cerchiate e unite con un ponte di acciaio temperato che fungeva da “stringinaso”, si diffuse rapidamente e rimase “in voga” per tutto il diciannovesimo secolo. Le odierne stanghette, che appoggiano sull’orecchio, furono inventate e commercializzate nel 1730 dall’ottico inglese Edward Scarlett. In quel periodo nacque il modo di dire “quattr’occhi e due stanghette” per definire una persona con gli occhiali. Nel XVII secolo si diffuse l’uso degli occhiali in tutta Europa, soprattutto in Inghilterra. Ne seguirono diversi studi e pubblicazioni, un esempio sono quelle di Johannes Kepler, nelle quali era spiegato il corretto uso delle lenti e la occhiali10differenza tra lenti convesse e concave. Nel 1984 lo scienzato americano Benjamin Franklin inventò le lenti bifocali, utili per tutte quelle persone che soffrivano sia di miopia che di presbiopia. Essendo affetto lui stesso da entrambi i difetti visivi. trovò soluzione al dover cambiare occhiali in continuazione utilizzando due lenti spezzate in una stessa lente. In seguito vennero inventate le lenti per astigmatici e quelle trifocali.

LENTI A CONTATTO

 Alla fine dell’800, lo svizzero Adolf Eugen Fick inventò le lenti a contatto, per quanto i primi studi al riguardo vennero fatti da Leonardo Da Vinci  (che nel 1508, immergendo l’occhio in una sfera contenente acqua, si rese conto che esisteva un cambiamento ottico fra la superficie interna della sfera di vetro, e quella esterna della cornea) e Cartesio. lenti-a-contatto-ragazza-quando-460-6-300x274Le lenti di Fick erano però di vetro, con un diametro molto grande e quasi insopportabili per l’occhio umano. Nel corso del ‘900, grazie a varie richerche, vennerò costruite le prime lenti a contatto in plastica, e in seguito in idrogel, ossia quelle cosiddette “morbide”.

OCCHIALI DA SOLE 

I primi esemplari di occhiali da sole furono inventati dagli Inuit, che li utilizzavano per proteggersi dal riflesso della neve

ar.630x360e del ghiaccio. Non si trattava di montature con vere e proprie lenti: erano costruite con legno o ossa di animali (soprattutto di tricheco), con una stretta fessura in mezzo che, seppur non permetteva un’ampia visuale, non lasciava arrivare all’occhio il fastidioso riverbero. Nel XII secolo in Cina, nelle aule di giustizia, i giudici indossavano spesso lenti color fumo realizzate in  quarzo per nascondere lo sguardo e sembrare imparziali. I primi veri occhiali da sole furono però realizzati nel 1917 dal torinese Giuseppe Ratti, ed erano destinati ad aviatori e piloti per ripararsi dai raggi solari, ma è nel 1929 che Sam Foster fonda la prima azienda di occhiali da sole. Questi prodotti erano venduti a basso prezzo sulle spiagge di Atlantic City, e diventarono subito parte integrante della cultura di massa. Nel 1936 Polaroid inventò le lenti polarizzate, che divennero gli strumenti preferiti delle star per proteggersi da fan e paparazzi.

Quando nel 1969 gli astron393189103-columbia-navicella-spaziale-girato-edwin-aldrin-tutaauti dell’Apollo 11 sbarcarono sulla luna con gli occhiali da sole, essi diventarono un accessorio letteralmente universale.

FONTI

– http://it.wikipedia.org/wiki/Occhiali

http://www.zeiss.it/vision-care/it_it/better-vision/comprendere-la-visione/lenti-e-soluzioni-per-i-tuoi-problemi-visivi/la-storia-degli-occhiali.html

– http://www.focus.it/cultura/storia/la-storia-degli-occhiali-in-3-minuti – http://it.wikipedia.org/wiki/Occhiali

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